L’ABC di un obiettivo che funziona. Fare un passo indietro per farmi mille in avanti

Immaginiamo (visto che in questo periodo più di questo non ci è concesso) di organizzare un viaggio. Uno di quei viaggi “della vita”, di quelli che, forse, faremo una sola volta in tutta la nostra esistenza. Dobbiamo pianificarlo bene, questo viaggio. Non dobbiamo perderci niente, dobbiamo far si di vedere più posti possibili, dobbiamo goderci ogni istante. Perché questo viaggio risponda alle aspettative, insomma, deve essere organizzato con largo anticipo e definito in ogni singolo dettaglio. E qual è la prima cosa da decidere? La destinazione. Immagino che nessuno di voi abbia mai pianificato un viaggio senza decidere prima dove sarebbe andato, giusto?

Ora fermiamoci un attimo a riflettere: quando entriamo in una riunione, o quando intraprendiamo una discussione delicata con una persona, abbiamo sempre chiaro dove vogliamo andare? Abbiamo pensato a quale sarebbe per noi il risultato migliore alla conclusione di quella riunione? Abbiamo riflettuto su cosa desideriamo ottenere da una discussione con il nostro partner, con il nostro capo, con nostro figlio?

Ogni aspetto della vita che richiede una minima attenzione o concentrazione è proprio come un viaggio e la prima cosa da sapere è dove vogliamo andare. Prima di agire, di attivarsi, di discutere, di difendere con tutta la nostra passionalità una posizione, dobbiamo avere ben chiaro il risultato che vogliamo ottenere. Perché se non decidiamo la meta, questa resterà irraggiungibile.

Quando si parla di obiettivi, spesso ci riferiamo a numeri, dati, statistiche che riguardano quelle che io chiamo “questioni di business”. In quel preciso contesto, tutti sappiamo come si costruisce un buon obiettivo e lo abbiamo imparato a suon di acronimi. Il più famoso, SMART, ci insegna che un buon obiettivo deve essere:

  • Specific, ovvero contenere in sé il maggior numero di caratteristiche possibili
  • Measurable, presentare dunque la possibilità di essere misurato
  • Achievable, che sia sfidante ma raggiungibile
  • Relevant, che sia coerente e interessante per i soggetti coinvolti
  • Time-based, che abbia una chiara tempificazione

Con tutte le dovute variabili e modifiche del caso. Ogni punto qui elencato è assolutamente condivisibile e fondamentale per costruire un obiettivo che sia davvero utile per fare un passo avanti nel percorso individuale o nei risultati di un’azienda.

Quello che vorrei stimolare con questo articolo, però, va in controtendenza: vorrei infatti fare un passo indietro, per farne mille in avanti.

Se costruiamo l’obiettivo aziendale o del mio team seguendo alla lettera tutti i paradigmi dell’obiettivo SMART ma poi non faccio lo stesso ad ogni step necessario per arrivare a quel risultato finale, allora il mio sforzo iniziale sarà stato vano.

Ogni obiettivo è composto di tanti micro-obiettivi quanti sono gli ostacoli che dovrò superare per raggiungerlo. Ecco che, quindi, ogni volta che affronterò una riunione col team o con il management su quel progetto, avrò davanti un ostacolo e di conseguenza dovrò costruirmi un micro-obiettivo da perseguire durante quella riunione. Ogni volta che dovrò riferire al mio capo rispetto a quell’obiettivo, avrò davanti un nuovo ostacolo e dovrò quindi pormi un altro micro-obiettivo per superarlo. Non importa quanto questo ostacolo ci sembri banale o invece insormontabile. Ogni passo che farò dovrà essere indirizzato ad una meta precisa, per quanti vicina e semplice da raggiungere.

Questo vale, naturalmente, anche nel proprio contesto privato: quando prendo decisioni sull’educazione dei miei figli, o quando devo affrontare uno scontro con il mio partner, sapere dove voglio arrivare e cosa voglio ottenere da ciascuno scambio di comunicazione mi permetterà di essere molto più efficace e soprattutto di riuscire a mantenere il controllo delle mie (e altrui) energie, che saranno interamente indirizzate al raggiungimento del mio micro-obiettivo.

E, visto che ci piace giocare con gli acronimi, mi piace dire che c’è bisogno di tornare all’ABC dell’obiettivo: ALWAYS, BALANCED, CHECKABLE.

Always: porsi un obiettivo sempre e comunque, quando ci si trova ad affrontare un ostacolo, per quanto piccolo e apparentemente insignificante.

Balanced: far si che quell’obiettivo sia equilibrato e contribuisca all’equilibrio generale del contesto che coinvolge

Checkable: verificare, passo dopo passo, i progressi fatti e i passi ancora da svolgere, per mantenere focus e controllo.

Partiamo, dunque, proprio dall’insolita ma sana abitudine di porsi un obiettivo per ciascun passo che intendiamo muovere, perché ogni passo fatto in una direzione non ben definita o, ancor peggio, data per scontata, è un passo che ci allontana dal risultato finale.

Mi perdonerete se sarò banale nel concludere con un Seneca inflazionato eppure ancora cristallino nel messaggio che desidera mandare: Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.